Oidio o Mal Bianco

Ad ottobre ho notato sulle rose nate da seme, delle tracce di oidio.

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In autunno l’aria comincia ad essere più umida e favorevole alla malattia fungina, che si diffonde indisturbata qua e la. Tutt’ora mostrano segni di oidio ogni tanto.

Molte sono le piante che colpisce questo fungo, tra cui le piante da orto, le aromatiche, le ornamentali, gli arbusti, le rampicanti, gli alberi da frutto, gli alberi come la quercia qui sotto. Però alcune cultivar e varietà sono più resistenti a questa malattia.

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Primavera e autunno approssimativamente sono i periodi dell’anno più favorevoli. Temperature e umidità consentono lo sviluppo. E anche le annaffiature serali in questi mesi più umidi.

Colpisce le parti erbacee, creando deformazioni, foglie e steli possono cadere e le gemme morire.


Accortezze nella coltivazione che possono prevenire il problema

Per prima cosa evitare di annaffiare la pianta da sopra, per cui sopra la parte aerea (foglie, fusti, fiori);

Preferire l’annaffiatura di mattina presto piuttosto che quella alla sera;

Se ci sono molte piante vicine, o la pianta produce molta vegetazione, è consigliabile potare leggermente per arieggiare, oltre che eliminare sempre dal suolo le foglie cadute o malate;

Usare dei concimi equilibrati, e non eccessivamente ricchi di azoto;

Consigliabile pacciamare bene il suolo, specialmente nei periodi secchi;

Non tenere troppo all’ombra, piante che avrebbero bisogno di esposizione soleggiata.


 

RIMEDI

Da usare ovviamente in giornate soleggiate, e non seguiti da giornate di piogge che potrebbero dilavare i prodotti. Usarli di mattino presto o di sera.


Per combattere il fungo si può usare…

Il Bicarbonato di sodio.

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Da diluire in acqua, usare sui 5-10g per litro. Più che altro ha azione preventiva, da usare appena si presenta il fungo. Spruzzare una volta a settimana.

Attenzione! Non usare sopra i 35°.

Si possono raccogliere frutti e verdure anche dopo pochi dall’utilizzo.


Il Verderame.

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Il periodo in cui va utilizzato è autunno, inverno e primavera. Per i dosaggi leggere attentamente l’etichetta. Agisce specialmente come preventivo. I trattamenti si possono ripetere circa ogni 10-15.

Attenzione! Bisogna evitare di usarlo a temperature troppo elevate. Non va usato quando la pianta è in fioritura. Leggermente tossico per le api, mentre per gli organismi acquatici è molto tossico.

Su alcune piante è fitotossico in qualsiasi caso. Informarsi sempre prima dell’utilizzo.


Lo Zolfo.

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Per i dosaggi seguire attentamente l’etichetta. Se occorre ripetere il trattamento dopo circa 10-15 giorni.

Attenzione! Con temperature al di sopra dei 30° è fitotossico, quindi va usato la sera preferibilmente. Non va usato quando la pianta è in fioritura. Sotto i 10° è inattivo, con l’umidità ha meno azione.

Si possono raccogliere frutta e verdura dopo circa 5 giorni.

Su alcune piante è fitotossico in qualsiasi caso. Informarsi sempre prima dell’utilizzo. (Alcune piante di mele, pere, pesco, e quasi tutte le albicocche)


Esposizione diversa

Le piante già colpite, e che si trovano in vaso, se messe più al sole (sempre se è un’esposizione adeguata al tipo di pianta) e in zona arieggiata, già potrebbero migliorare.

Manualmente

Se l’attacco non è tanto esteso, spesso uso un fazzoletto di carta e lo passo per bene sopra le foglie. E di santa pazienza questa cosa la si ripete in caso l’attacco si ripresenti. Tante volte i problemi li risolvo senza usare prodotti a sproposito.


ALTRI PRODOTTI

  • Infusi, macerati o decotti: (come il decotto di aglio o cipolla, 25g per litro, si fa sobbollire per un quarto d’ora, dopo di che si lascia raffreddare, e il giorno dopo si filtra, si irrora come preventivo ogni 15 giorni circa, e per curare ogni 3 giorni; o l’infuso di millefoglie che è preventivo, e va usato per 3 volte ogni 2 settimane; o anche macerato o decotto di equiseto che va diluito poi ulteriormente, e si può miscelare a macerato di ortica o sapone in pasta);
  • Lecitina di soia anche qui prestare attenzione alla compatibilità con le piante;
  • Propoli: sempre preventiva;
  • Neem 
  • Olio minerale

 


MARCHIO BIO

Per quanto riguarda i prodotti, assicuriamoci che siano adatti all’utilizzo biologico, ad esempio verde rame e zolfo lo sono. Ecco i simboli sulla confezione. Però mi raccomando di attenersi alle indicazioni per la temperatura di utilizzo e altre attenzioni fondamentali, altrimenti sono dannosi anche questi prodotti. Sempre per il rispetto della natura e degli animali.

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PROCEDIMENTO

Va usato uno spruzzino con un po’d’acqua, meno di un cucchiaino di zolfo, e si mescola. Dopo di che non resta che irrorare sulle foglie colpite, e aspettare.

Le piante dopo il trattamento autunnale, hanno ripresentato la malattia.

Ho ripetuto un trattamento con il bicarbonato, visto che le piante sono piccole, ho usato bicchierino con acqua e un pizzico di bicarbonato, e poi stuzzicadenti e cotton fioc, e ho passato foglia per foglia, sotto e sopra, ogni punto colpito e non. E nello stesso modo a distanza di tempo ho fatto allo stesso modo con il verderame.

Ma quello che ha dato risultati soddisfacenti è stato lo zolfo, con l’ultimo trattamento: ho usato lo spruzzino, e un po’più di zolfo, una bella irrorazione, passando bene ogni parte delle piante. E ho approfittato per passare tutte le rose del giardino, e i germogli nati da poco, il tutto come preventivo.

Primavera e autunno sono periodi consigliati per fare i trattamenti preventivi.

Oltre al fatto che poi è buona cosa usare macerati e decotti (ad esempio aglio, ortica, e tanti altri) per concimare le piante, perchè sono prodotti che le rafforzano contro le malattie. Ma di decotti e macerati ne parlerò in un altro articolo.

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2 Comments Add yours

  1. Giuliana C. ha detto:

    quando ho coltivato in maniera molto amatoriale le zucchine, purtroppo hanno manifestato il problema. papà ha risolto con lo zolfo. comunque che incubo, soprattutto per le piante che richiedono molta acqua.

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    1. Patalano Federica ha detto:

      Purtroppo è una malattia fastidiosa. Se presa in tempo ci vuole un attimo a farla sparire, se presa più a livello avanzato è un po’ più fastidiosa. Infatti nell’orto si manifesta spesso e lì si sa che l’acqua ci vuole, però in orto (oltre che per le altre) c’è un trucchetto che riguarda la pacciamatura, con la pacciamatura fatta in modo adeguato si riesce anche ad evitare di annaffiare.

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