Adenium Arabicum: rinvaso

La pianta di Adenium Arabicum che avevo preso a Lidl l’anno scorso, quest’inverno è morta, l’avevo messa in stanza fredda, sui 10°, non ho mai annaffiato, però a poco a poco, la parte bassa della pianta ha cominciato a raggrinzire, lì per lì mi sono detta “tutto normale, non è idratata, appena sarà primavera e darò acqua si riprenderà“. Così non è stato. Ho provato a fare una talea con la parte in cima (rimasta in sana forma) ma non ha attecchito.

I casi sono due:

  1. dovevo tenerla in stanza più calda e continuare a somministrare ogni tanto dell’acqua (dato che sono morti anche i piccoli germogli di Obesum che si trovavano nella stessa stanza, e che l’anno prima avevo mantenuto in stanza calda e ogni tanto davo acqua)
  2. o le temperature quest’inverno si sono abbassate in modo drastico anche nella stanza fredda (all’esterno ha ghiacciato parecchio, siamo arrivati anche ai -6°)

Comunque sia ci ho riprovato, come non potevo??

Il giorno 17.07.2017 mi sono recata alla Lidl e ho acquistato la piantina:

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Come d’obbligo ho ripetuto i procedimenti di trapianto, e vi lascio al video: (continuiamo dopo la lettura)

Come si può notare nel video, a differenza dell’anno scorso il terriccio che ho usato questa volta è una miscela differente.

Deve essere davvero molto drenante la miscela.

E ho potuto notare (anche con le altre piante grasse) che se si usa la sabbia fine, il terreno diventa troppo compatto, e l’acqua fatica a passare, o ristagna in certi punti, e fa più fatica ad asciugare. Diciamo che più che notarlo con le piante grasse questo particolare con la sabbia fine, l’ho notato negli altri vasi: usavo terriccio (miscele che variavano da pianta a pianta), sabbia, ghiaia e a volte terra di giardino, ad esempio nei vasi per seminare, o per trapiantare qualche altra pianta, e nei vasi in cui usavo la sabbia e il terriccio in prevalenza l’acqua addirittura rimaneva in superficie faticando a scendere, o non facendolo del tutto, per cui andava svasata di nuovo la pianta, correggendo il terreno, aggiungendo tantissima ghiaia e terra da giardino, e allora il tutto poteva essere migliorato. Ma ho cominciato a escludere la sabbia dagli ingredienti per le miscele. Specialmente per le piante grasse.

Un consiglio per le grasse è di usare materiali granulari, mai fini.

Torniamo al discorso miscela per Adenium: ho usato moltissimo lapillo e ghiaia, come inerti, e poi classica terra da giardino. Non serve usare il terriccio dal sacco (o nel caso si voglia usare si può pure fare, basta che sia sempre in piccolissima quantità), la terra da giardino è adatta agli Adenium, direi ideale.

Per il resto vi rimando a seguire la guida che avevo già scritto, e che ho linkato anche in cima all’articolo: Adenium Arabicum.

Buona coltivazione, come sempre.

 

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17 commenti Aggiungi il tuo

  1. Li ho cercati anche io alla Lidl ma non li ho trovati. Io ho una collezione ma di Adenium obesum. Non devono stare a meno di 15 gradi altrimenti muoiono e comunque una volta al mese anche in inverno vanno bagnati con poca acqua. La miscela deve essere ricchissima di pomice con calibro di 5 mm e lapillo piccolo. Entrambi prima di essere miscelati ad un buon terriccio per crassulacee vanno lavati.
    Ti dirò che anche io sto imparando a conoscere queste piante ed ho letto tanto. La quantità d’acqua deve essere proporzionale alla grandezza del fusto. Per il resto riprova perché si impara anche sbagliando 😀

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    1. Patalano Federica ha detto:

      Fantastici gli Adenium, io me ne sono innamorata in un vivaio verso Padova tanti anni fa, mi ero ritrovata davanti questa elegantissima pianta, grande, con queste radici giganti adagiate in un vaso da bonsai, e che fuoriuscivano dalla terra, e poi i fiori rosa, beh nient’altro da aggiungere, con questa pianta è stato amore a prima vista. Costava 30 euro, e adesso mi rendo conto che per come era la pianta (che allora non presi perchè) era pochissimo il prezzo. In quel vivaio non l’ho più vista. Però mi trovavo per il mercato a Bologna, tempo dopo, e ne trovai per bancarelle, certe però ottenute da talea, quindi senza il classico caudex, quella è stato il primo adenium che ho avuto, era un settembre. Il mio errore fu quello di non cambiare subito terriccio, e poi inutile dirlo, saprai benissimo che alcune piante all’acquisto, attorno alle radici presentano il fastidiosissimo tnt, usato per la semina o taleaggio, e che molti non tolgono, e quindi a maggior ragione per l’adenium dannosissimo. Insomma, in inverno dura, a un certo punto raggrinzisce le punte, era marcito.
      Secondo tentativo, la semina, li è stato veramente una soddisfazione, il primo anno le piante le ho messe in stanza calda, e davo acqua ogni tanto, quando il caudex diventava morbido. L’estate scorsa prendo anche l’Adenium di Lidl, per cui tutto ok, anche perchè in estate con gli adenium me la cavo benissimo, quest’inverno ho deciso di provare con la stanza fredda (sui 10°, perchè in realtà ci sono diversi modi di coltivazione e quindi di temperature sopportate), tutto bene, figurarsi che rimanevano anche le foglie sulla pianta (e quindi errore mio che ogni tanto non davo acqua) finchè ad un certo punto il caudex diventa morbido, e dopo altro tempo però muoiono sia la pianta grande di Lidl, che quelle da seme. Per cui quest’anno rimetto la pianta nel luogo dove hanno passato il primo anno le semenze.

      Guarda anche io ho letto e studiato tantissimo sulle caudiciformi, in particolar modo l’Adenium, e la Petopentia natalensis, che è stata la mia prima caudiciforme, trovata su una bancarella del Lido degli Estensi nel 2013, campata per 2 anni, e lo stesso anno morta. Poveretta gli avevo dato un vaso grande il quadruplo di quello che aveva.

      Con gli adenium io me la cavo bene. Non ho problemi con annaffiatura e coltivazione primaverile/estiva/autunnale, quello che proprio mi frega è il fatto che non ho ancora compreso nel migliore dei modi come fargli passare l’inverno.
      Ti dicevo dei vari modi di coltivazione, c’è chi la tiene a non meno di 15° e annaffia leggermente, poi però c’è anche chi totalmente a secco le lascia addirittura fuori qui su al nord (testimonianze su un forum), purtroppo cambia anche da zona in zona, tutto sta a comprendere la perfetta coltivazione. Tu dove stai?

      Beh non c’è frase più giusta, sbagliando si impara sempre 🙂

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    2. Io in provincia di Treviso. Ne ho al momento 15 grandi ed una ventina da semina.
      Tra quelli grandi, due hanno credo una decina di anni mentre gli altri sono tutti ibridi tailandesi più piccoli.
      Sono piante meravigliose ed in generale tutte quelle che formano caudex.
      Ho delle Fockea, una albuca, una dioscorea e adesso ho trovato finalmente un’ ipomea caudiciforme che mi regalerò al mio prossimo compleanno.
      A fine settembre le porterò già in casa perché non mi fido. Per tutte le altre succulente che hanno bisogno di riparo fresco ed asciutto spero di riuscire a farmi fare una serra prima dell’ inverno. E’ il mio sogno da anni 😀

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    3. Patalano Federica ha detto:

      Bravissima, fai proprio bene!!
      Hai qualche foto delle piante sul blog tuo? Mi piacerebbe vederle 🙂
      Infatti sono stupende le caudiciformi. Ora mi sono intestardita con l’Adenium, ma quando ne ritrovo in giro (il che non è semplice) ne prendo di qualche altra specie. Riproverei molto volentieri con la Petopentia Natalensis.
      Bella l’ipomea, veramente una pianta che merita, e specialmente un bellissimo regalo di compleanno. Comunque ti ri domando, se hai qualche articolo sul tuo blog, se lo linki che lo vado a vedere volentieri 🙂

      Eh la serra ci vuole!! Io ce l’ho, ma non ci lascerei mai le grasse fuori, perchè non è riscaldata, non riuscirei neppure a mantenere una temperatura sopra lo 0° necessaria per molte specie che ho.
      Quindi le rientro tutte in casa, e non sono poche. Ho una collezione che mi rende un sacco felice.
      Fammi sapere se riuscirai a fare la serra. Speriamo bene dai 🙂

      Qua per il rientro in casa di solito faccio metà ottobre.

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    4. Non ho qui articoli sugli Adenium ma ho diverse foto sulla pagina Istagram: @apiedinudinelgiardino.
      Sto provvedendo per la serra fredda all’interno della quale ho da riparare numerose piante ma non gli Adenium che vanno in casa.
      Appena e’ pronta scriverò di sicuro due righe.
      Grazie cara e buone fiere 😀

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    5. Patalano Federica ha detto:

      Purtroppo ho provato a dare un occhio, ma non avendo Instagram non mi da l’accesso perchè privato.
      Ah quindi la stai facendo la serra? ce l’hai fatta 🙂
      Beh ovviamente gli Adenium non potrebbero vedere la serra neppure col binocolo in inverno, altrimenti sarebbe la fine.
      Che bello, dai allora aspetto l’articolo, ogni tanto faccio un salto sul tuo blog, quando riesco 🙂
      Grazie a te. E buone fiere anche a te. Potrebbe anche essere che ci si incontri qualche volta 😀

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    6. Si è vero. Sto recuperando tutte le finanze e le idee possibile per creare qualcosa di carino. Vediamo cosa viene fuori 😀

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    7. Patalano Federica ha detto:

      Bello, immagino già, una serra (e realizzare i propri desideri) è la cosa più bella. 😊

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  2. newwhitebear ha detto:

    le piante grasse non mi hanno mai attirato. In compenso le stelle di Natale riesco a mantenerle in vita e a farle fiorire negli anni successivi

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    1. Patalano Federica ha detto:

      Beh è buona cosa riuscirci, e poi coltivare le piante, qualunque esse siano, è molto importante

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    2. newwhitebear ha detto:

      concordo con te. Adoro il verde e cerco di far sopravvivere le mie piante.Alcune hanno oltre dieci anni di vita e sono rigogliose. Di queste sono orgoglioso. Per le due stelle faccio l’esatto opposto di quello che dicono. Non le taglio a dieci centimetri né le tengo al buio. Luce e le lascio crescere libere. Fioritura da marzo a giugno come da regola.

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    3. Patalano Federica ha detto:

      Ma infatti è esatto così. Ho provato a mantenerle sia al naturale sia potandole (ma senza badare ai consigli sulla luce, si tratta solo di forzatura), e stavano molto meglio al naturale.
      Però aggiungo: le foglie rosse sono brattee, quindi foglie particolari, la vera fioritura sono i piccoli boccioli che crea tra esse. Sono piante eccezionali. Pensare che nell’ambiente adatto a loro, in piena terra, sono alberi veri e propri.

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    4. newwhitebear ha detto:

      Un’amica brasiliana – ma è italiana – mi dice che dove abita in Brasile sono alberi e si trovano ovunque. Quella più vecchia, ha già sei anni, è un piccolo alberello di ottanta centimetri. Non cambio vaso, perché sta con una splendida Zamia che ha undici anni e che continua a produrre getti forti e robusti.

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    5. Patalano Federica ha detto:

      Si infatti, qui da noi l’unica soluzione è che rimangano bonsai. Ah però, sei anni, bell’esemplare. Ah io penso che finché una pianta gradisce, il trapianto si può anche evitare, poi ci sono casi in cui piante necessitano, per monitorare lo stato radicale o per non farle poi soffrire. Ma finché gradiscono va bene.

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    6. newwhitebear ha detto:

      ogni tanto il trapianto o reinvaso serve, la zamia che ha 11 anni a novembre adesso sta in vaso bello grande. Ho dovuto ampliarli perché c’erano solo radici e nientre terra 😀

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  3. Riyueren ha detto:

    Io quest’anno me la sono cavata meglio dell’anno scorso (avevo usato terra troppo ricca). Per il drenaggio stavolta ho fatto come mi aveva suggerito un mio caro amico botanico: gusci di noce sul fondo. Ho accumulato due sacchetti di gusci mangiando noci nella stagione fredda e li ho usati come mi aveva detto lui: una meraviglia. E ho impoverito il terriccio con un po’ di sabbia, sempre seguendo i suoi consigli.

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    1. Patalano Federica ha detto:

      Bello il consiglio dei gusci di noce, hai fatto bene 🙂 ne terrò conto anche io.
      Ma hai preso anche tu la pianticella alla Lidl? oppure in vivaio?

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