Urtica dioica (Ortica): da fiore a seme

Pianta selvatica erbacea perenne, rizomatosa. Utilissima in giardino per farne macerati, ma anche da coltivare poiché attira le coccinelle, preziosi alleati. Utilizzata anche in cucina e in medicina.

Fioritura da fine primavera all’autunno.

Come è intuibile dal nome scientifico della specie, è una pianta con fiore dioico, ovvero presenta fiori esclusivamente maschili e fiori esclusivamente femminili su piante diverse, quindi pianta maschio e pianta femmina.

Impollinazione: anemofila (tramite il vento)


Le piante crescono a gruppi, si trovano gruppetti di piante maschio e gruppetti di piante femmina, che crescono di poco distanti tra loro.

La pianta maschio

La pianta femmina


I boccioli che si formano sulle due piante ovviamente sono diversi, comunque si formano delle spighe ramificate, ricche di micro boccioli. Le spighe femminili sono ricadenti e spesso sembrano filamentose. Quelle maschili sono più spesse.

Boccioli di fiori maschili

Boccioli di fiori femminili


Anche i fiori delle due piante sono differenti. I fiori maschili sono più grandi composti da 4 tepali, e quando si aprono mettono in mostra i 4 stami con in cima le antere ricche di polline, mentre i fiori femminili sono piccolissimi, composti anch’essi da 4 tepali con al centro l’ovario ed in cima piccoli ciuffetti bianchi, che sono gli stimmi.

Fiori maschili

Fiori femminili


Dopo la fioritura, avvenuta l’impollinazione grazie all’azione del vento, nei fiori femmina il ciuffetto bianco secca, diventa marrone o marroncino chiaro, e intanto al di sotto si gonfia l’ovario, che va ad ingrossare e a sostituire a poco a poco tutti i fiori. I fiori maschio invece seccano e cadono.

Tutti gli ovari avranno preso il posto dei fiori poi e rimarranno avvolti nei tepali: i frutti sono acheni ovali e appiattiti, in cima ad ognuno di essi si nota il fiore secco, un puntino marrone piccolissimo.

Man mano poi seccano, e quando sono secchi è il momento giusto per la raccolta (anche se ne ho raccolti anche prima che seccassero, e lasciandoli seccare poi maturavano comunque).

IMG_4148

Ogni achenio al suo interno contiene un solo ed unico seme. I semi sono molto piccoli, giallo marroncino, arrotondati in cima, e appuntiti in fondo.


La disseminazione in natura di questi semi avviene sia per autodisseminazione cadendo al suolo, per questo scopo anche il vento aiuta (anemocoria), ma possono anche essere trasportati dall’acqua (idrocoria), oppure una volta che la pianta è seccata (poiché quando è in vegetazione la evitano) tramite animali (zoocoria), sia trasportati tra pelliccia o piume (epizoocoria) ad esempio al pascolo, che ingeriti ed espulsi (endozoocoria) come ad esempio da animali da fattoria, uccelli, ma anche i lombrichi e altri animali.


Attenzione ai peli urticanti che presenta la pianta in vegetazione, sulle foglie e lungo il fusto.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. newwhitebear ha detto:

    molto interessante è il post su questa pianta che è urticante

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  2. Paola Bortolani ha detto:

    Molto interessante, io la uso molto in cucina

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  3. elisabettafvg ha detto:

    Grazie! Staro’ attenta quando vedrò delle piante e proverò a riconoscere la pianta femminile e quella maschile. 😍 Grazie anche per la spiegazione dei nomi (etimologia)😘👋👋

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