Il mio vicino Totoro – un grandissimo insegnamento!

Totoro un personaggio che non puoi non conoscere

Ho sempre adorato Totoro, il personaggio, è meraviglioso, mi è sempre piaciuto tantissimo. Non ricordo di preciso come l’ho scoperto, ricordo solo che era all’incirca il 2010/2011 e la mia dolce metà mi fece scoprire la canzone dei “Röyksopp – So Easy“, con le immagini del film “Principessa Mononoke“, non sapevo ancora che si trattasse dei film di Miyazaki, ma le immagini incantevoli di quel video, e la musica che ci sta proprio bene!!

La scoperta di Totoro

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Da quel video, si vede che tra un correlato e l’altro mi è capitato di scoprire Totoro, poiché c’è una versione del video della canzone anche con le immagini del film di Totoro. Ciò che mi dispiace però è che non ricordo precisamente come l’ho scoperto.

A questo punto, da come ne parlo, rimarrete stupiti solo dal fatto che il film l’ho visto interamente solo qualche mese fa!!

Vi spiego subito perché: qualche anno fa era presente il film intero in italiano su YouTube (che ormai però non c’è più) avevo dato uno sguardo veloce ad alcune scene, mi ripromettevo sempre di guardarlo prima o poi, ma essendo abituata ai classici traumatici cartoni animati Disney volevo farmi coraggio per non rimanerci male!!

Ansia da cartone Disney: quando ero piccolina, mi sembra che ero alle elementari, giù per di li, i primi anni di scuola elementare, ricordo che nelle serate autunnali, o invernali più che altro, capitava che mandassero in onda i cartoni in prima serata (come ancora capita sotto le feste di Natale), e ricordo anche che guardai Bambi;

Giustamente un bambino si guarda il cartone animato, ma non si aspetta di vivere uno stato ansioso che neppure un film horror a momenti!! un’ansia!! questi animali poveretti, che fuggono, e questi cacciatori assatanati che cercano di far vittime in ogni dove, finché cosa succede????? Ammazzano la mamma di Bambi, un trauma assurdo! Inutile spiegare che dopo quel cartone, in un giorno in cui avevo febbre altissima, classica di quell’età, ebbi un incubo orribile, che tutt’ora ricordo, e ricordo abbastanza anche la sensazione altrettanto orribile.

Credo di aver rivisto Bambi una sola volta da allora, non ricordo nemmeno come prosegue il cartone, magari è bellissimo, ma quella scena potevano evitarla.

Il Mio Vicino Totoro: il film e le mie impressioni

Alla fine finalmente sono riuscita a vederlo, sempre grazie alla mia dolce metà che me lo ha procurato, il giorno stesso ho avviato il film.

[può contenere SPOILER]

Come già ho accennato la mia paura era di ritrovarmi un finale (ma non per forza il finale, anche scene nel mezzo) angosciante, con morti di qua, separazioni di la; ogni scena particolare mi aspettavo che evolvesse in qualcosa di tragico, mi aspettavo la tragedia, tra la mamma ammalata (mi dicevo che prima o poi andava a finire che arrivasse la brutta notizia, e aspettavo il momento) Totoro e questa cosa che non si sa chi sia, ma che è diventato importante per le bimbe (dicevo prima o poi finirà che si separino, si dicano addio e anche li ti aspetti il disastro)………. e invece nooooo!!!! Niente di tutto ciò, Totoro è un film meraviglioso dall’inizio alla fine, non esiste nulla di tutto ciò, nulla di così traumatico, nulla di disastroso da aspettarsi. La mamma sta benissimo, anzi si riprenderà, a giudicare dalle immagini dei titoli di coda, e c’è addirittura un neonato con le bambine.

[SPOILER assicurato] ma se oltrepassi questo paragrafo, l’articolo continua

Semplicemente comincia con queste bambine (Satsuki Kusakabe la grande e Mei Kusakabe la piccola) che sono andate con il papà (Tatsuo Kusakabe) a vivere in campagna, in un luogo immerso nella natura, a Matsugo, per avvicinarsi all’ospedale dove si trova la mamma, e vivono in un luogo meeeeeraviglioso!!!! La prima cosa che notano è il grandissimo albero di canfora. I primi esserini cui fanno conoscenza sono i Nerini del buio (makkurokurosuke) o Corrifuliggine (susuwatari) mentre esplorano e sistemano la casa, a quel punto incontrano anche Nonnina (Obaachan) che gli spiega che abitano le case disabitate, e poi fanno conoscenza del nipote Kanta che ha l’età di Satsuki. Successivamente fanno visita alla mamma Yasuko all’ospedale. Un giorno che Mei è a casa sola con il papà, giocando in giardino incontra un piccolo Totoro bianco (Chibi Tòtoro) che dapprima insegue, e poi diventa invisibile, subito dopo però trova anche un Totoro un po’più grande azzurro (Chu Tòtoro) insieme all’altro, li insegue, e fuggendo da lei, questi la condurranno da Totoro (O Totoro)!

Lì, dopo l’incontro, Mei prende sonno sulla pancia di Totoro, e successivamente viene ritrovata dalla sorella sotto le piante nel percorso che aveva fatto per arrivare da Totoro – a questo punto cominciavo a chiedermi se Totoro fosse semplicemente frutto dei sogni della bambina. Ma andiamo avanti – a questo punto cerca il percorso per arrivare all’albero, ma non lo trova, ci rimane, male ma dopo che il papà la riconforta vanno a fare un giro al bosco TsukaLa sera stessa Satsuki, nella lettera che scrive alla mamma, dice che Mei ha incontrato il ‘Fantasma Totoro’. Il giorno dopo, le bambine uscite da scuola si ritrovano sotto la pioggia, e vanno a portare l’ombrello al papà che deve tornare da lavoro, alla fermata dell’autobus fa sera – ambientazione pazzesca e meravigliosa!! Oltre le musiche!! – passa del tempo, Mei sta per prendere sonno, e Satsuki se la carica sulla schiena, la bambina dorme, e…..appare Totoro – certo è vero che Satsuki è sveglia, però Mei dorme, e nel frattempo c’è stata una lunga attesa, e anche li mi sono domandata se non fosse apparso nei sogni – dopo esser rimasta sbalordita, Satsuki gli cede l’ombrello del papà, e la scena in cui Totoro inizialmente si spaventa della pioggia ma poi ci prende gusto è indescrivibile, con un balzo fa scendere tutta l’acqua dagli alberi, a questo punto si fa la conoscenza del Gattobus (Nekobasu, nel film Neko no basu) e prima di andare via Totoro lascia un regalino alle bambine, sono dei semi che poi loro piantano in giardino e capita che la notte dopo, mentre le bambine dormono, Satsuki si sveglia

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Totoro mentre fa la danza (rituale) della crescita delle piante

un’altra volta una scena di sonno – e vede i 3 Totoro in giardino che camminano e saltano attorno a dove sono stati piantati i semi, a loro si uniscono le due bambine e a quel punto cresce un albero immenso – e il padre che guarda fuori, dalla postazione di lavoro, non si accorge di nulla – cui loro volano attorno. Il giorno dopo si svegliano, l’albero non c’è ma le piccole pianticelle sono sbucate dal terreno.  – La danza che tutti assieme fanno è bellissima, un momento molto particolare, poi trattano proprio un tema a me molto caro. – Notare che le bambine alla scoperta dei germogli tutte felici dicevano: ‘anche se era un sogno, non è stato un sogno!

Quasi alla fine credevo stesse per accadere la disgrazia tanto attesa, quando dall’ospedale arrivavano notizie di peggioramento della mamma (ma era semplicemente un raffreddore) e le bambine vanno in crisi, Mei scappa per andare dalla mamma e si perde, Satsuki la cerca, come anche molti altri abitanti del luogo, ma nulla, non si trova, allora Satsuki va in cerca di Totoro che chiama il Gattobus – e qui comunque non c’è alcuna scena di sonno – a quel punto, mentre da lontano è in arrivo, passando tra la gente, Satsuki esclama: ‘per tutti gli altri è invisibile!’, comunque poi sale e vanno in cerca di Mei,  che trovano, e successivamente si recano all’ospedale, dove la mamma sta bene, e lasciano il regalo che Mei voleva farle, ovvero la pannocchia. Il film finisce che Mei e Satsuki sono con Nonnina e Kanta, e altre immagini che rappresentano le vicende successive nei titoli di coda.

Il film è ricco di emozioni, e vi confesso che dà una sensazione particolare da inizio a fine, specialmente certe scene, saranno le musiche, i luoghi incantati, ma ogni tanto qualche lacrimuccia scappava, ma tutte di gioia, forse come dice la mia dolce metà: quella parte magica che ci manca, che vivono i bambini.

I disegni sono meravigliosi, una delle scene che mi è rimasta impressa è quella dove di sfondo c’è il paesaggio con il cielo azzurro e le nuvole e in primo piano risalta il girasole, dipinti stupendamente!! Oppure quando Mei “gioca a nascondino con il piccolo Totoro” i fiori rappresentati sono stupendi, ricchi di particolari, oppure quando vede i girini, che lei chiama “girelli”, e chi mi segue da un po’ sa che io adoro la natura: piante, fiori, animali, paesaggi, il laghetto.

Un’altra scena bellissima è quella dove i Totoro fanno il rituale, o danza, per far crescere le piante da seme.

film totoro 3

[queste scene sono immagini prese dal film]


A questo punto ci si domanda: ma Totoro chi è in realtà?

IMG_20190318_160740Le bambine, dopo che Mei ha incontrato Totoro, parlano di troll (quello del libro illustrato come dice Satsuki), e Totoro è chiamato così poichè Mei sbaglia pronuncia, dato che in realtà troll in giapponese sarebbe “tororu トロール“. Il papà dice a Mei che: ‘deve avere di certo incontrato il signore di questo bosco’ Satsuki lo chiama anche ‘fantasma Totoro’. Poi in rete si parla di spirito della natura, di fantasma del bosco, di guardiano della foresta, ma come spiega Hayao Miyazaki:

«Non è uno spirito: è semplicemente un animale. Credo viva di ghiande. Presumibilmente è il custode della foresta, ma è solo un’idea raffazzonata, una vaga approssimazione.»

Come vi ho spiegato, inizialmente credevo che Totoro apparisse nei sogni, mentre guardavo il film l’ho associato anche io al guardiano della foresta, spirito della foresta (il cosiddetto Genius Loci – Spirito del Luogo : per chi abbia letto E il giardino creò l’uomo di Jorn de Précy, o altri testi). Ma come dice Miyazaki si tratta semplicemente di un animale.

Anche la canzone finale svela alcune curiosità sul personaggio:

Ad esempio quando dice Nel “Nel bosco abita, ci vive fin dall’antichità!” che fa pensare allo spirito del bosco, ma potrebbe essere semplicemente un animale molto longevo, oppure la frase “Solo al tempo dell’infanzia tu potresti incontrarlo e poi non più“, magari che solo agli occhi dei bambini possono apparire questi animaletti, anche Nonnina dice che lei da piccola vedeva i Corrifuliggine, e specifica che non sono spettri, quando il papà lo domanda.

Credo che nonostante la curiosità, sia del tutto inutile cercare di dare una spiegazione, Miyazaki ha creato qualcosa di straordinario secondo la sua fantasia, un animale che è un miscuglio tra un orso, un gufo, un procione  e poi lo ripeto l’ennesima volta: questo film è meraviglioso, e i Totoro sono adorabili!!


Curiosità su Totoro

Tonari no Totoro ( となりのトトロ )  è il titolo originale in giapponese di questo film che è uscito in Giappone il 16 aprile del 1988, peccato che in Italia è arrivato solo nel 2009.

Il nome delle due bambine significa Maggio: Mei simile a May in inglese, e Satsuki in giapponese tradizionale (Ecco perchè Maggio è considerato il mese di Totoro – studioghibli.it) inoltre quest’ultimo è anche il nome del del Rhododendron indicum ‘Satsuki azalea’

Il fatto che la mamma delle due bambine era ammalata di tubercolosi è un fatto che Miyazaki ha vissuto in prima persona, con la sua mamma. Oltre ad altri fattori che nella sua infazia ha fatto o vissuto.

L’ho già accennato ma il luogo, in cui è ambientato il film è il paese d’infanzia di Miyazaki, sarebbero le Sayama Hills (colline Sayama) a Tokorozawa nella prefettura di Saitama (paese in cui ora vive Miyazaki con la moglie), e la foresta esiste davvero. (The Sayama Hills [The Forest of Totoro] – japantimeline.jp)

Il tema della natura in questo film è una costante! Rispetto per la natura, la crescita delle piante, e moltissimi tipi di queste rappresentate (gli alberi, tra cui quello di canfora, le alcea, i girasoli, iris, felci, piante acquatiche, le comuni piantine selvatiche tra cui si scorgono piantagine, la commelina, camomilla, forse del tarassaco, molte graminacee e anche i semi, le ghiande ecc ecc….. oltre al fatto che ci sono le risaie, e poi l’orto della nonnina ricco di verdure, come dice Satsuki ‘una montagna di tesori’), gli animali che non mancano mai (tra libellule, lumache, falene, girini, rospi, farfalle, piccoli pesci ecc….) e cosa importantissima, Miyazaki ha donato in beneficenza per salvare le zone ancora naturali proprio di quel luogo, ad esempio la foresta, dall’urbanizzazione!

Nel 1990 nacque una fondazione chiamata National Trust of Totoro no Furusato (Totoro Fund – The Totoro no Furusato [The Homeland of Totoro] Foundation – totoro.or.jp) e nel 2008 fu tenuta un asta per il Totoro Forest Project [che è un artbook con opere di molti artisti di tutto il mondo (Totoro forest project charity auction – scifijapan.com )] dedicata alla raccolta fondi per il salvataggio della foresta. Miyazaki andava anche ad aiutare a pulire dai rifiuti e adora passeggiare in quel luogo. La foresta ora si chiama Foresta di Totoro e si può anche visitare. (Totoro.or.jp e qui una bella recensione (Travel Guide to Sayama Hills – Totoro Forest | Tokio – bring-you.info e anche un’altra A Walk Through Totoro’s Forest In Saitama – matcha-jp-com qualcosa anche in italiano Tour invernale nella Foresta di Totoro – mangaforever.net)

La casa di Satsuki e Mei esiste davvero, è stata ricostruita e si trova a Nagakute-cho, quella originale del 1929 purtroppo nel 2009 ha subito un incendio. (Satsuki and Mei’s house: la vera casa di Totoro e Distrutta la casa di Totoro – studioghibliessential.blogspot.com)

In Italia è stato doppiato anche nel 2000, ma quella versione non è mai uscita.

Secondo il libro The Art of Totoro, Totoro avrebbe 1302 anni e la protagonista doveva essere una sola.

Nel 2020 apriranno un parco dedicato a Totoro a Nagoya (A spasso con Totoro – mondofox.it)

C’è un sequel del 2002 Mei to Konekobasu (Mei e il Gattinobus) che però, per ora, è disponibile solo al Museo Ghibli in Giappone, in rete si può trovare qualche video. Dove si vede Mei che incontra il piccolo Gattinobus sotto forma di tornado, si mangiano una caramella assieme, e poi arriva il grande Gattobus, il piccolino una sera passa a prenderla, volano, si affiancano ad altri Gattobus più grandi pieni di Totoro, che vengono lasciati in mezzo ad un bosco, e anche lei; dapprima mostrava aria preoccupata, successivamente da lontano si vede arrivare Totoro, non appena lo vede bene lei esclama: Totoro!! E gli salta addosso! Incontrano poi un Gattobus grandissimo e anziano, dove Mei chiede al piccolino: ‘questa è la tua nonna?’, da una caramella anche alla nonna, che apprezza, e dopo aver riso il grande Gattobus dalle tantissime zampe parte e se ne va, mentre lei, il piccolo Gattobus e Totoro (con l’ombrello in mano) rimangono in cima ad un albero, lei sale a bordo del Gattobus, partono e con la mano lei e Totoro si salutano. Finisce con loro in volo e lei che da la caramella al piccolino.

Totoro è diventato il logo dello Studio Ghibli, ed è il 7° personaggio iconico del giappone, in onore di Totoro un’asteroide è stato chiamato 10160 Totoro.

Per altre curiosità:

UNA STUPENDA SPIEGAZIONE DEL FILM CON CHIARIMENTI SUI TANTISSIMI PARTICOLARI DEI PERSONAGGI: TOTORO
Il mio vicino totoro dubbi e curiosita – studioghibliessential.blogspot.com
Forum: Totoro, riferimenti letterari, Susuwatari – studioghibli.org
Il mio vicino totoro 10 curiosita sul film e il suo creatore – lettera43.it
10 cose che forse non sapevi su il mio vicino totoro – tomshw.it
– Il Mio Vicino Totoro – Wikipedia

I luoghi del film:

– 12 luoghi dei film Ghibli che esistono veramente – sempredirebanzai.it
– Luoghi reali film hayao miyazaki – wilditaly.net
– I luoghi dello Studio Ghibli – studioghibli.it


Per i fan: Totoro nella vita reale

Come ho spiegato nelle curiosità, è possibile visitare in Giappone, la Foresta di Totoro, la casa di Satsuki e Mei, il Ghibli Museum. C’è anche il negozio online dello Studio Ghibli dove è possibile acquistare gadget.

Oltre al dvd del film Il Mio Vicino Totoro, ci sono anche diversi libri fatti molto bene.

Se ti interessa il dvd: Il Mio Vicino Totoro su Amazon

Esiste un set di 4 volumi comics sulla storia de Il Mio Vicino Totoro, in Giapponese (1988) oppure ci sono anche in inglese (My Neighbor Totoro) 146 pagine ogni volume (ISBN 4192100053)

C’è anche un Artbook Studio Ghibli: となりのトトロ = Tonari no Totoro del 1988- un’artbook di 40 pagine in giapponese (pubblicato Tokuma Shoten Publishing – ISBN 9784197036219) dove sono rappresentate storie alternative con gli stessi personaggi

Se ti interessa guarda su: Tonari no Totoro Artbook su Amazon

Sempre nel 1988 è uscito anche Rouman Arubamu Ekusutora (Totoro – Ghibli Roman Album Extra) in giapponese, (ISBN 9784197201570) 152 pagine, dove è rappresentata la storia del film, con le scene del film stesso, interviste con troupe, concept art, schizzi a matita, una mappa del luogo della storia, schede musicali e testi di inizio e fine film, oltre ai nomi di tutti quelli che hanno lavorato al progetto.

Ancora una volta un libro del 1988 Totoro no Mori no Tanken Gaido solo ed esclusivamente in giapponese (ISBN 9784944004492) Una guida per esplorare la foresta di Totoro.

Nel 1992 è uscito anche Attsu, Totoro no mori da! di cui l’autore è Naoko KudoÌ e le illustrazioni di Miyazaki (pubblicato da ToÌ”kyoÌ” : Tokuma Shoten) dove viene spiegato il Totoro’s Home National Trust Movement ovvero il movimento per salvare la foresta di Totoro di cui ho parlato prima.

Se ti può interessare guarda Attsu, Totoro no mori da su Amazon

Nel 2001 è uscito anche il 3° volume di Studio Ghibli Storyboard complete works di 432 pagine (9784198613785) un art book dove è illustrato lo storyboard del film. E ci sono anche i volumi dedicati agli altri film di Miyazaki.

Se ti interessa il libro guarda su: Storyboard Totoro su eBay.it. Ma anche su Amazon

Sempre nel 2001 è uscito Tonari no Totoro Yori Mononoke Tsuushin (ISBN 9784196695967) in giapponese di 104 pagine, con immagini del film e poesie

Prima che arrivasse il film in Italia, era uscito un romanzo su Totoro: Il Mio Vicino Totoro di Hayao Miyazaki e Tsugiko kubo, versione italiana tradotta da Alessandro Clementi pubblicata da Panini Comics nel 2002, 188 pagine

Su Amazon è presente ma non facilmente reperibile: Il Mio Vicino Totoro – Romanzo. Se ti interessa acquistarlo qui: Romanzo Totoro in vendita su eBay.it

The Art of Il Mio Vicino Totoro, la versione in Italiano è del 2014 e la prima ristampa 2015 (176 pagine, che la mia dolce metà mi ha regalato e di cui più avanti potrei fare una recensione), altrimenti c’è l’originale in giapponese (The Art of Totoro) del 1989, ma c’ anche in altre lingue.

Se ti può interessare guarda The Art of Il Mio Vicino Totoro su Amazon

Altri due art book, ma in lingua giapponese sono:

Totoro no Sumu Ie (La casa in cui vive Totoro – 2011) e il più recente Totoro no Umareta Tokoro (Il luogo dove è nato Totoro – 2018)

Il mio vicino Totoro. Il film icona di Hayao Miyazaki di Valeria Arnaldi è un libro del 2018

Se ti può interessare guarda Il Mio Vicino Totoro di Valeria Arnaldi su Amazon

E’ presente anche un bel libro per bambini in inglese My Neighbor Totoro Picture Book, la prima edizione è del 2005 (152 pagine), dopo di che c’è un’altra edizione del 2013 (112 pagine)

Se ti interessa My Neighbor Totoro Picture Book by Miyazaki, Hayao (2013) su Amazon

Ma sono presenti ancora tantissimi libri che riguardano Totoro, se riuscirò a trovarne altri aggiungerò i link qui. Oltre ai libri ci sono anche tantissimi gadget: dai pupazzi, alle lampade, alle action figure, ad altro ancora.

Ecco comunque qualche link per vedere qualche pagina e recensione di libri:
Il luogo dov’è nato Totoro l’art book dello studio ghibli – meganerd.it
– Il Mio Vicino Totoro – Tutta la storia dietro il simbolo dello studio Ghibli – meganerd.it
tutti i libri su totoro
The Art of Il Mio Vicino Totoro Artbook – mangadb.forumfree.it
– Book List: Tonari no Totoro


Idee bizzarre su Totoro

Purtroppo, come spesso accade, anche Totoro è stato vittima di teorie strambe ecc ecc.. si dice che sia un dio della morte, un mietitore, che se qualcuno lo vede è perchè si avvicina alla morte, o che il Gattobus sia un traghettatore per le anime (poiché nella scena dove la sorella grande va in cerca di Mei apparirebbero due ideogrammi, uno starebbe per Strada e uno per Tomba), e che Mei sarebbe annegata nel fiume per via del sandalo trovato (che poi non era il suo, ed era stato anche specificato dalla sorella); dicono che non abbiano le ombre alla fine (ma comunque era sera!! e poi erano con Nonnina e Kanta, e la canzone finale è ricca di immagini sulle loro vite future); oppure collegano tutto ciò dicendo che sia legato alla tragedia accaduta nella località in cui è ambientata la storia e anche dell’associazione dei nomi delle protagoniste al mese dell’accaduto, diciamo che la mente umana viaggia troppo; fatto sta che dopo averle lette, tutte queste cose mi hanno reso perplessa: perché sarebbe triste vedere tutto ciò in un cartone animato così bello e così importante, dato lo stretto legame con la natura e l’importanza che vuole riservarle; a quel punto ho incominciato a girare in rete a cercare informazioni, finchè non sono incappata in ciò che cercavo.

Si tratta di storie fantasiose, e di teorie.

Sia i siti inglesi e giapponesi, sia i siti italiani che trattano questo argomento alla fine specificano che Miyazaki e lo Studio Ghibli hanno smentito queste voci di corridoio, per la tranquillità di tutti, dicendo che non esiste nessuna teoria su morte e sul fatto che Totoro possa essere un dio della morte, e che le ombre non sono state inserite perchè non necessarie in quel contesto (ricordando che si tratta di disegni e non di riprese).3

Siti in cui si parla delle teorie:

– Scary Truth Behind My Neighbor Totoro – someordinarygamers.fandom.comqui sono i commenti che riportano altri siti dove vengono smentite le teorie
– Totoro Conspiracy Theory – tofugu.com
Studio Ghibli producer kills theory of death subtext in my neighbor totoro – soranews24.com
Il sito ufficiale dello Studio Ghibli smentisce il fatto: Diario – Ghibli.jp se ne parla in data 1 Maggio
Cosa che è stata menzionata più volte in diversi blog anche qui in Italia (ad esempio Il Mio Nemico Totoro – leganerd.com oppure Totoro, se mai lo incontrerai, una meravigliasa fortuna verrà da te – 1977magazine.com), e qui (Il mio vicino totoro dio della morte – mrlunastorta.blogspot.com) viene spiegata tutta la teoria, che deriva da una leggenda urbana giapponese, e ovviamente che si tratta di stupidaggini.


Canzoni del film

Sigla iniziale

Camminiam, camminiam… io sto benone, sì!
Mi piace tanto camminar… di buon passo andiam!
Strade in collina… gallerie… distese d’erba…
Ghiaia sul sentier… e poi per ponte un tronco c’è!
Si discende da un sentier… sotto alle ra-gna-tel!
Camminiam, camminiam… io sto benone, sì!
Mi piace tanto camminar… di buon passo andiam!
Volpi anche voi, e tanuki voi… fatevi veder!
Esploriamo, dai… giù fino in fondo al bosco, sì!
Tanti amici ci saran, che felicità!
Tanti amici ci saran, che felicità!

Sigla finale

Chi mai sarà, che va a piantar
di nascosto semi sul sentiero?
Se gemme poi, ne spunteran,
un codice segreto sarà:
l’accesso al bosco consentirà,
che fantastica avventura comincerà!
Il vicino Totoro, Totoro! Totoro, Totoro!
Nel bosco abita, ci vive fin dall’antichità!
Il vicino Totoro, Totoro! Totoro, Totoro!
Solo al tempo dell’infanzia tu
potresti incontrarlo e poi non più
e ti meraviglierai.
Aspetti il bus, che pioggia c’è!
Se un fantasma tutto zuppo è lì con te,
l’ombrello tuo offrigli, dài, lui ti ringrazierà,
l’accesso al bosco consentirà:
un portale magico si schiuderà.
Il vicino Totoro, Totoro! Totoro, Totoro!
Nei pleniluni, lui, l’ocarina suona lassù.
Il vicino Totoro, Totoro! Totoro, Totoro!
Se mai tu lo incontrassi, che splendida gioia ti verrà!
Lui a te la porterà!

Canzoni di Totoro originali e tradotte: testi sigle canzoni il mio vicino totoro – ilbazardimari.net


Un ultima cosa

Consiglio vivamente di far vedere questo film ai vostri bambini, per insegnargli il rispetto verso la natura, gli animali, e l’importanza che essa ha per noi e per la Terra, come le bambine protagoniste del film, che adorano tutto ciò, ne rimangono affascinate, osservano, perlustrano, scoprono, e specialmente ci credono, e grazie a tutto ciò riescono a scoprire il lato più profondo e spirituale, che agli occhi dei bambini appare magico. Come fanno anche loro: ringraziate la natura, ringraziate ciò che vi circonda, animali, piante (non è una cosa stupida) e specialmente credeteci. Per riuscire a guardare tutto con occhi diversi.

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