Semina

Parlare di semina in modo generico, non è assolutamente possibile!
Chi si cimenta nella semina per la prima volta, magari si fa idea che tutte le piante si seminano allo stesso modo, ed inevitabilmente si ritrova deluso perché non è germogliato niente.
La semina, tra l’altro, la trovo molto importante (oltre ad essere una delle attività di giardinaggio che mi piacciono in modo particolare), e per certe piante anche sottovalutata.
Benissimo, per chi crede che i suoi semi non siano germogliati per colpa del “pollice nero”, che perseguita gli aspiranti giardinieri e non, vi rassicuro, dicendo che è solo una mancata informazione, e con un po’di studio e applicazione tutti riescono a far germogliare i loro semi, anche quelli più difficili, a meno che il pollice nero, non sia effettivamente nero, ma c’e sempre una spiegazione per una mancata germinazione: terriccio sbagliato, troppa acqua, terreno troppo asciutto, temperatura errata, troppo sole, troppo poco sole, errata conservazione delle sementi prima della semina, insomma dipende da tanti fattori.


Parto spiegando che appena il fiore secca si forma la capsula sotto, e al suo interno i semi, hanno una maturazione che si differenzia tra pianta e pianta: alcune cime sfiorite devono proprio seccare completamente (altrimenti ti ritrovi con semi ancora verdi), altre, anche se raccogli non ancora secchi, puoi benissimo trovarci i semi dentro già pronti, altri invece, come la quercia rossa (2 anni), per maturare ci mettono anche più anni.


Il seme, una volta pronto, entra in quiescenza (quando non germoglia per via di fattori ambientali), in modo che si salvi, nel caso l’ambiente non sia favorevole alla sua germinazione; per cui, quando attorno ad esso ci sono le condizioni adatte, questo germoglia.

Ma non è detto che tutti germogliano, certi semi, anche se con condizioni favorevoli attorno, lo stesso non ce la faranno, perchè sono in dormienza (il seme, per alcuni fattori che riguardano il seme stesso, non germoglia): per esempio il loto, che ha un tegumento che lo estranea da tutto, e solo una volta scarificato, con le condizioni adatte attorno a se germoglia; o come per le rose, che hanno bisogno di almeno 2-3 mesi di freddo a 3-4° per poter ammorbidire il tegumento, e quindi germogliare; o anche le piante da frutto come albicocche, pesche, meli, peri ecc..

Ogni seme ha un suo specifico procedimento (temperature, stratificazioni, scarificazioni diverse e tanto altro..) per poter germogliare.

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Semi di rosa germogliati in frigo

I semi, prima della semina o della conservazione, è consigliato disinfettarli, si possono mettere ammollo in acqua con qualche goccia di limone (aiuta se il tegumento è duto), o candeggina, ma anche in un infuso di camomilla, e vanno lasciati nel contenitore per una mezz’oretta, spesso li lasciavo anche un giorno intero.


Anche i metodi di conservazione incidono molto con la germinabilità della pianta:
– alcuni semi, si conservano semplicemente in una bustina di carta, in luogo fresco ed asciutto;
-altri si conservano in frigo, chiusi ermeticamente, e con poca umidità;
-ci sono altri semi, che invece vanno seminati subito, altrimenti perdono la facoltà germinativa.

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Entra in gioco anche la facoltà germinativa:
– alcuni semi vivono anche millenni, senza alcun problema (loto);
– altri è meglio piantarli il giorno stesso della raccolta (olmo);
– altri ancora hanno svariati anni di vita (le aizoaceae per esempio sulla decina di anni);
– alcuni in certe condizioni muoiono subito, mentre se conservati in modo corretto continuano a vivere.

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Melo

Ed ora spiego gli svariati modi di dormienza, e tipi di procedimenti per farli germogliare:
quelli che semplicemente si seminano a primavera, con temperature più alte, senza problemi per la conservazione, e che germogliano facilmente, o magari in tempi più lunghi, ma non ci sono particolari accorgimenti per la semina;

quelli che necessitano di stratificazione o vernalizzazione (ortodossi), come le rose già citate, questi semi hanno un tegumento duro, che non da la possibilità al germoglio di uscire fuori, per questo ci vuole un periodo di freddo, che si può simulare in frigo, nello scomparto in basso, mettendo i semi in carta scottex inumidita, e richiusi o in barattoli o in pellicola, si lasciano 2-3 mesi e dopo di che, alcuni saranno anche già germogliati, mentre altri no, ma si possono passare direttamente nei vasetti di semina. Altrimenti per il periodo di freddo, si possono seminare in autunno direttamente nei vasi, che poi andranno messi fuori al freddo dell’inverno (in certe regioni sarà possibile, e in altre no, quindi per queste il frigo risulta migliore). Poi ci sono altri semi, come quelli delle olive, che si inseriscono in sacchetti contenenti sabbia, si mette il seme all’interno, e il tutto si pone per un mesetto in freezer. Tra l’altro, questi semi, possono rimanere in stato di conservazione in frigo, per molti anni.

quelli che sono terrorizzati dal disseccamento (recalcitranti), perchè si disidraterebbero e quindi muoiono, per questi è meglio la semina immediata. Un esempio è l’acero (con molti di questi mi è successo), sono semi che una volta raccolti non si possono conservare al caldo, ma in contenitori aerati, in frigo a 3-5 gradi, o con semina immediata in autunno/inverno, direttamente fuori;

quelli che vogliono estivazione, quindi un periodo di caldo forte, e poi spesso sono seguiti dalla vernalizzazione, o vengono alternate le due fasi (come il carpino);

quelli che si seminano in autunno, ma che allo stesso tempo non vogliono vernalizzazione, quindi vanno riparati in serra fredda (per esempio i platycodon, che l’anno scorso hanno germogliato);

quelli che vogliono la scarificazione, di queste ce ne sono svariati tipi;

quelli che richiedono ammollo in acqua tiepida per un giorno, prima della semina (glicine, cassia..), alcuni addirittura qualche attimo in acqua bollente (legumi), altri in acqua quasi bollente finchè non raffredda (opuntia, ho provato ed è una vera soddisfazione);

quelli che richiedono rimozione, incisione, abrasione, martellata del tegumento, ad alcuni si può togliere completamente il tegumento, altri si lasciano ammollo in acqua e poi si incidono con un coltellino (lupinus, canne indiche..), l’abrasione invece la si fa a quelli che hanno il tegumento troppo rigido (un esempio è il loto, è stata durissima la lavorazione), e poi c’è la martellata del guscio solido (come nel caso della camellia), in modo che riesca a germogliare;

quelli che vanno privati di ciuffi, o di pellicole, o anche oli, che spesso vengono sottovalutate, e inibiscono la germogliazione (tra queste ci sono il rincospermum che ha un ciuffetto in cima, e va tolto, mentre la passiflora ha una pellicola attorno che va eliminata da ogni seme, e poi la magnolia che ha una copertura che va assolutamente rimossa, che contiene degli oli, e il seme va lavato bene);

quelli sottoposti ad incendi, per poi colonizzare un luogo;

quelli che vengono mangiati dagli uccellini, perché in questo modo passano nello stomaco, e fanno un bagno nei succhi gastrici, per poi venire espulsi, in questo modo vengono scarificati, e la facoltà germinativa aumenta.

quelli che una volta seminati ci impiegano anche anni per germogliare, nonostante non abbiano bisogno di scarificazioni o vernalizzazioni (un esempio? la clematis, che ci mette da poche settimane a svariati mesi per uscire).

CONSIGLIO DI SEMINA: in genere non fa male a (quasi) nessun seme un giorno in ammollo, quindi prima di seminare, dedicargli la giornata in acqua è utile, sia per vedere quali semi sono buoni (vanno affondo), e quali non sono buoni (restano a galla), sia per reidratarli.

Ma anche qui ci sono le ECCEZIONI!! Alcuni semi vi faranno preoccupare perchè non vanno affondo, può succedere!! Sono quelle piante che usano questa tecnica per farsi trasportare dalle correnti, e farsi poi arenare in una zona dove poi germoglieranno, o per altri tanti motivi. Mi è successo con i semi di Mimosa Pudica, Ginkgo Biloba (che credevo non sarebbero mai germogliati, e invece…) e altri ancora.

Tante volte all’inizio galleggiano, e poi dopo qualche ora li ritrovate affondo, quindi l’unica è quella di provare, che non si sa mai.

Questi sono i metodi di trattamento prima della semina, e sono veramente essenziali per una buona riuscita. (Se dimentico qualcosa, ricordatemi, l’aggiungo senz’altro).
Ci sono tanti altri modi per trattarli, ma questi sono quelli principali. Poi se si vuole sperimentare, perchè no 🙂

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Rosa da seme

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Passiamo ora alla semina.

In linea di massima il terriccio da usare, è un buon terriccio drenante (salvo eccezioni), ma che rimanga umido; si tratta pur sempre di piccole piantine in fase di crescita.
I miscugli sono tanti, e cambiano anche qui in base alle piante.

Per l’interramento dei semi, ci sono:
quelli che vanno piantati in superficie, altrimenti con la terra sopra non germogliano, in genere sono quelli piccoli o delicati;

quelli che vanno piantati di qualche centimetro sotto;

quelli che non gliene importa, l’importante è essere piantati, avere acqua, luce e aria;

Quando si semina in vaso, è consigliato coprire le nuove semine con della pellicola, in modo da trattenere umidità, e una volta nati i germogli si può rimuovere.

Per alcune semine, come le verdure, invece consigliano di mettere della carta di giornale per coprire, e controllare, dato che appena germogliano, va rimossa.

-alcuni si possono seminare nello scottex, o nell’ovatta (umidi), si tratta pur sempre di esperimenti, che funzionano anche, e poi una volta germogliati si passano in vaso;

– poi ho visto anche i germogli seminati nei barattoli di vetro o nei contenitori per alimenti con l’acqua sotto (che va sempre aggiunta quando cala), si chiama idrocoltura (soprattutto per i germogli che si usano per l’alimentazione).

-per le acquatiche, ovviamente, la semina avviene in contenitori con terra, e al di sopra del seme sabbia e 2,5 centimetri di acqua, che man mano che cresce la pianta, si va ad aggiungere; o come i loti, in acqua e poi piantati in terra una volta germogliati.

Ci sono anche le scelte.

In piena terra:
a spaglio, cioè sparsi come capita, ciò che nasce nasce;

a file, distanziati; si traccia il solco, e si mettono i semi: sia distanziati, e in ogni punto si mettono 3-4 semini; sia lungo tutta la fila senza preoccuparsi per la distanza.

In vaso invece, si possono sia mettere:
più semi per creare cespugli (nel caso di alisso, armeria, erba cipollina, ecc..)

-mentre nel caso siano arbusti, albero, o piante che devono crescere da sole, è meglio uno per vaso.

Piccolo paragrafo, si possono seminare anche i bulbi, una volta che i fiori sono sfioriti, anche loro producono i semi. Tanti sconsigliano questa pratica, ma perchè non parlarne, e non provarci soprattutto??

Sempre di semina si tratta, e anche se bisogna aspettare diversi anni (anche 7-8) per vedere una fioritura, è sempre una soddisfazione personale vedere una piantina che nasce da seme, soprattutto se devi aspettare così tanto per vederla fiorire.

Ci sono:
-quelli che prima fanno le foglie e poi il bulbo;
-quelli che prima fanno il bulbo e poi le foglie;

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Iris

I periodi di semina e la temperatura variano anche qui in base al seme, ogni pianta ha le sue necessità, di certo per ogni stagione e per ogni mese c’è sempre la sua semina, ogni periodo dell’anno sono alle prese con le semine.

E se si ha tanta fretta (condizioni permettendo), tante semine si possono fare anche in casa, dato che le temperature sono ovviamente più alte durante l’inverno, davanti alle finestre, e in base all’osservazione del terreno, e alla temperatura interna, ci si regola con le annaffiature. I Litchi, sono alcune di quelle semine che faccio in casa, verso febbraio.


Per quanto riguarda invece l’esposizione, in genere per i piccoli germogli è meglio la mezz’ombra, ombra luminosa, magari sotto altre piante, man mano che crescono poi si spostano gradualmente, fino ad esporle ai raggi solari diretti (nel caso la pianta adulta lo richieda).


Ecco, tutto è stato fatto. E’ l’ora della germogliazione, finalmente i semi si sono attivati, e le piantine sono fuoriuscite.

Ci sono germogliazione:
epigea quando i cotiledoni (il nutrimento) crescono sopra la terra,

ipogea quando i cotiledoni restano sotto terra.

E poi:
-quelli che crescono con un solo cotiledone (monocotiledone);

-quelli che crescono con 2 cotiledoni (dicotiledone);

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Loto

Man mano che proseguo con il blog, aggiungo gli articoli con tutte le esperienze personali con la semina, che si trovano quasi tutte qui del resto:
Forum.giardinaggio.it-le mie esperienze di semine riassunte e raccontate


Intanto un bellissimo sito che riguarda la semina è questo:
Barillibiagi-sementi

Buona semina :mrgreen:

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Ginkgo Biloba
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Eryngium Planum da seme

Un bel libro che sto leggendo:

La vita segreta dei semi
Acquista Online su IlGiardinodeiLibri.it


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7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giusy ha detto:

    Non mi sono mai avventurata nella semina…ma mai dire mai…magari seguendo i tuoi preziosi consigli! Felice giornata! 😉

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    1. Patalano Federica ha detto:

      La semina è speciale :). È molto rilassante, e poi vuoi mettere la soddisfazione di veder sbucare la pianta nata dalle tue cure?
      Ormai semino di tutto, anche le piante da orto :). E lo consiglio veramente.
      Buona Giornata anche a te Giusy 🙂

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  2. fabrizio vignali ha detto:

    Non è un commento, ma richiesta di aiuto. Tecnica semina pernettya, pungitopo., camelia sasanqua. La camelia ha le capsule aperte, posso interrare subito i semi?. La pernettya e pungitopo hanno le bacche rosse. Posso fare la stessa cosa? Chiedo questo perchè non trovo il maschio impollinatore delle ultime due condizione necessaria per avere bacche tutti gli anni.

    Cordialmente Fabrizio.

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    1. Patalano Federica ha detto:

      Certamente, ti aiuto volentieri.
      Allora le camellia devi seminarle subito! altrimenti gli oli che hanno si seccano e il seme perde germinabilità, quindi terriccio acido misto a sabbia, e semini. A primavera vedrai spuntare la piantina.
      La pernettya puoi seminarla subito, mi è capitato di cogliere delle bacche e lasciandole in casa per aspettare la semina a primavera le ho trovate germogliate all’interno della bacca mezza aperta. Quindi anche li semina immediata.
      Il pungitopo invece lo semini e lo lasci al freddo invernale in modo che subisca la vernalizzazione. Ci vuole molto tempo per germogliare, quindi anche se non spunta nulla, attendi lo stesso.

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  3. Laura ha detto:

    Anche io amo seminare e difficilmente resisto alle sperimentazioni. Ma tu sei un vero ciclone della semina 😉 Mi chiedo soprattutto dove metti querce olmi e tutti gli alberi che fai germogliare. Apprezzo i tuoi sforzi, soprattutto quelli che intraprendi proprio con gli alberi. Ciao

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    1. Patalano Federica ha detto:

      Eh, purtroppo come si sta bene, non tutte le piante sopravvivono, difatti molte muoiono. Però quelle che resistono le faccio crescere e spesso le tengo in vaso, magari quando ci sarà dello spazio in più finalmente le radici saranno più felici 😊. Grazie mille per l’apprezzamento, e ho visto che anche tu sperimenti con la semina. Non c’è miglior cosa 😊. Ciao

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